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Riccardo A. Andreoli

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Round the World 2005 - 2

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Fiji

Fiji - 9 Marzo 2005 - SeaShell Cove Resort

Ieri un viaggio stancante anche se non lungo da Tonga. Il check-in era a mezzanotte e il volo alle due di mattina.

Ho dovuto lasciare Atatà alle sei di pomeriggio, con la barca per l'isola principale. La mattinata passata ad assicurarmi che il bagaglio non mi crei problemi con il sovrappeso. La bellissima grande bilancia, fino a 100 chili, che ho comprato per pesare i grandi pesci, per ora è ridotta a pesare i miei due mostri. Quello lungo, smilzo e nero con i fucili e quello corto, grasso e rosso per tutto il resto.

In ogni modo all'alba ero ad Auckland (Nuovs Zelanda), ad aspettare il volo delle 8,30 per le Fiji. E ora sono alle Fiji, al SeaShell Cove Resort, nell'isola principale, sulla costa ovest. Ho prenotato un lodge con bagni in comune, carino, anche se molto caldo.

Il tramonto è stato grandioso ma, soprattutto, al mio occhio di pescatore, la superficie dell'Oceano era completamente PIATTA!

Ora si tratta di risolvere i problemi connessi con l'andare a pescare: barca, guida che conosca bene i posti, pesi per la mia cintura di zavorra.

Non è sempre così facile come sembra... Ho DOVUTO andare a Nandi (a 40 km da qui) a comprarmi la zavorra perché ci sono state difficoltà a prestarla ad un pescatore subacqueo.

Così ci ho incollato un viaggio di pochi altri chilometri e sono andato al Garden of the Sleeping Giant, il più grande giardino botanico dedicato alle orchidee delle Fiji.

Se i fiori di Tonga erano spettacolosi, qui le orchidee sono state al di sopra delle mie più selvagge aspettative!

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Fiji - 11 Marzo 2005 - SeaShell Cove

Ieri è stato il primo giorno di immersione qui al SeaShell Cove. Dopo tutte le scocciature per la zavorra e per il prezzo  del noleggio credevo fosse tutto finito. Sono andato fuori con un driver dell'imbarcazione ed è stato bravo. Sapeva DAVVERO quello che faceva. Siamo andati nella laguna, inseguendo gli uccelli che circolavano bassi sull’acqua, abbiamo trovato pesci che spanciavano nell’acqua anche se non proprio saltavano, probabilmente tonni, ma una volta sott’acqua non c’era stato nulla. Per di più c’era marea bassissima e quindi l’acqua era che più sporca non si poteva.

Così siamo usciti fuori dal reef, mi ha detto “qui” e io sono saltato dentro. Come sempre, nella pesca nel blu, devi fidarti ciecamente in qualcuno che punta un dito nell’acqua e ti dice “qui c’è pesce”. Così sono saltato dentro. Il blu era assoluto, l’acqua limpidissima, con solo, qui e lì, microscopici danzanti corpuscoli bianchi. Un piccolo cauto barracuda che sculetta via. Per un bel po’ nulla. Solo la lenta cadenza della respirazione nella superficie quasi piatta e quindi l’Immersione. Quindi un curioso piccolo squalo di un paio di metri venuto su dal fondo a indagare cosa ci fosse di nuovo. Cacciato via quasi immediatamente senza nessun riguardo per i suoi sentimenti. Ho ad un certo punto trovato la caduta del reef. E qui ho fatto un errore: senza pensarci l’ho seguita nella direzione in cui stavo già nuotando, rimanendo dove potevo a malapena intravedere i coralli, solo una sfumatura un po’ più chiara, profonda. Mi è balenato in mente solo dopo un po’ che quella sfumatura un po’ più chiara ecc. rimaneva sempre uguale, che NON mi stavo muovendo affatto e che stavo in realtà nuotando contro la corrente della marea crescente. Così mi sono girato e ho cominciato a volare nella direzione opposta. E ho cominciato così anche a vedere pesce. Il primo è stato un bel Spanish mackerel (Scomberomorus commerson), ben ricordato dai miei giorni australiani, di circa quindici chili, di cui sono andato in caccia ma che non ho convinto con la mia recita di entità spaventata. Quindi un branco di barracuda, alcuni di buone dimensioni, ma li ho seguiti convinto solo  a metà e così se ne sono andati offesi. Sono poi arrivato nella pass, spazzato via dalla corrente, con sempre meno fondo sotto di me, il flasher in costante pericolo di incastrarsi, così ho chiamato la barca e finito la pescata. Non granché.

 

Questo era ieri. Oggi sono davvero arrabbiato. L’appuntamento era con lo stesso marinaio, questa volta all’alta marea, alle otto di mattina. Aspettative alte. Alle 7.45 sono lì, tutta la mia attrezzatura impacchettata, pronto. Nessuno. Dopo un po' viene finalmente un tale a dirmi che il tipo del giorno prima “non era disponibile” perché era andato con la gente che surfava. Quindi arriva ancora un altro personaggio che mi dice che LUI sarà il mio pilota. Ok, era proprio ora. Salgo a bordo, tolgo dalla borsa tutta la mia attrezzatura, siamo già partiti ma qualche sconosciuta voce alla radio ferma tutto. Perché? Non lo sa nessuno. Alla fine arriva il capo e mi dice che QUEL tipo NON ha la patente per guidare l’imbarcazione (l’avevo già immaginato dal numero di tentativi che aveva messo in opera per cercare di raggiungere la scalinata… fino a che non sono saltato in acqua e ci ho trainato io la barca). Devo aspettare che arrivi un altro driver ancora, che però arriverà solo con il pullman delle nove. Nel frattempo il tipo se ne sta andando con a bordo tutta la mia roba E ANCHE le chiavi della mia stanza. Così deve essere richiamato ad urlacci. Quasi fumante ritorno nella mia stanza e aspetto fino alle nove. Alla scalinata nessuno. Dopo mezz’ora viene qualcuno che mi dice che devo avere pazienza. Dopo UN’ALTRA mezz’ora il tipo di prima comincia a tirarsi dietro la barca trainandola via dalla marea che cala. Gli urlo di fermarsi e gli chiedo cosa sta succedendo. Risposta: il tipo non era sul bus delle nove e nessuno sapeva quando sarebbe apparso. Questo sa molto di più di premeditazione che di semplice incapacità organizzativa.

COSÌ ho perso la pazienza, ho preso tutta la mia roba e, questa volta furioso davvero, ho depositato tutta l'attrezzatura nella mia stanza e di lì direttamente alla reception dove ho disdetto tutti i giorni di permanenza lì e prenotato immediatamente un altro posto (complicato, niente vero telefono, un ponte radio) e la barca per arrivarci.

 

Così, lezione imparata. Se siete pescatori subacquei, state lontani da SeaShell Cove Resort. Non siete ospiti benvenuti laggiù.

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Bassa marea

Fiji - 11 marzo 2005 - più tardi

Domani farò un tentativo in un'altra isola, Matacawalevu, nel gruppo delle Yasawa, nel nord-ovest dell'isola principale delle Fiji, Viti Levu.

Ci andrò con un catamarano veloce, il "Yasawa Flyer", noto nelle isole come "la barca gialla". Ho prenotato da Long Beach Backpackers.

Vedremo. Sono sicuro che NON hanno internet laggiù (e da quello che so anche l'elettricità è razionata), così per alcuni giorni non ci saranno aggiornamenti di questo giornale.

Mi spiace, ma spero di tornare con buone notizie, storie migliori e belle foto.

Arrivederci.

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Fiji - 13 marzo 2005 - Matacawalevu

Arrivo oggi al Long Beach Backpackers. Quando si compone il numero telefonico non si ha subito la connessione, si sente un doppio beep, quindi bisogna comporre un codice di quattro cifre. È lo switch dalla linea telefonica alla chiamata radio, l'unica connessione che hanno lì.


Il viaggio dall'isola principale è fenomenale. Nel percorso potete trovare resort in isole sabbiose così piccole che non potete nemmeno pensare di correrci intorno, ruotereste sui talloni. Ed è facile credere che anche un minuscolo aumento del livello dell'oceano possa danneggiare simili microscopici bruscoli di vita (e di turismo).


Contemporaneamente, nello stesso viaggio, è possibile imbattersi in grandi, drammatiche, isole vulcaniche, con nere pareti a picco che precipitano in acqua tra il verde delle palme da cocco.

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Il benvenuto è caloroso, con la gente che ti aspetta in spiaggia, cantando. La sistemazione è in un bel Bure, la tradizionale abitazione figiana di materiale intrecciato, con utili e carine zanzariere

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E, come benvenuto dalla Natura, un tramonto assolutamente spettacolare...

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Fiji - 22 marzo 2005 - Matacawalevu

E qui sono rimasto per dieci giorni, cullato al sonno dal suono delle onde a tre metri dalla mia finestrella e aiutato dalla totale oscurità della notte quando il generatore veniva spento.

Qui il tempo non esiste, ci si sentiva perfettamente a posto a dondolare per mezz'ora sull'amaca, lentamente pensando a tutto e a niente, aspettando magari solo per il lento battito di tamburo che segnalava che la prima colazione, o forse era già il pranzo, era servito.

Tuttavia il richiamo dell'oceano è potente a sono andato in acqua quanto più possibile, come minimo nella spettacolare caduta nel versante ovest dell'isola, con la macchina fotografica e qualche volta anche con il fucile.

Trovandovi, a davvero cinque minuti di nuoto dalla porta del mio Bure, ovunque coralli spettacolosamente colorati e squisite creature marine, anche un piccolo Serpente marino. E pesci.

La primissima volta che sono entrato in acqua, giocando con fotografie in macro, un lieve movimento dietro di me: è un grosso Pesce Napoleone (Cheilinus undulatus) di circa quaranta chili, forse perfino più stupefatto di me, che fluttua via dopo pochissimo.

La fotografia non è molto valida ma è qui solo come validazione.

Una volta ho perfino visto un potente Spanish Mackerel (Scomberomorus commerson) in 10 metri d'acqua!

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In una breve pigra pescata al tramonto ho anche preso un aggressivo e bello, per tacere della bontà, Red Snapper (Lutjanus bohar).

Tristezza vuole che in cucina lo abbiano innaffiato di ketchup tanto da rovinarlo...

 

Mi sono anche arrampicato sulla più vicina montagna per ottenere delle fotografie che ritengo davvero... tropicali!

Con il buono e il cattivo tempo.

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Ahimè, il tempo. Come si può vedere nelle prima foto, e da quello che si può dedurre dall'ultima, con l'arcobaleno, il tempo ancora ha distrutto i miei tentativi di prendere la barca e di uscire a pescare "seriamente".

Tentare ho tentato, e ci sono anche riuscito un paio di volte, ma il primissimo tentativo l'acqua aveva una pessima visibilità di 10-14 m, il flasher a ciondolare inutile nell'acqua gialla. E questo in località diverse, sia nel versante est sia in quello ovest dell'isola.

Quindi c'è stato un altro uragano (credo sia il quarto dell'inizio del mio viaggio...) che si spostava dalle isole Solomon verso sud, contro di noi, e abbiamo avuto molti giorni con venti forti e piogge intense, anche se veloci, con conseguente, ripetute, cancellazioni dell'uscita in barca.

Incidentalmente, posso personalmente testimoniare (ed il mio computer con me) che il Bure è davvero un'eccellente abitazione: non è entrata nemmeno una goccia d'acqua.

L'ultimo tentativo è stato frustrato da un problema e da un'incomprensione dovuta alla benzina necessaria.

L'acqua in ogni caso era limpida e blu. Le immersioni erano incantevoli nell'acqua calma. Tristemente, nessun pesce in giro.

 

La conoscenza del posto è fondamentale ma anche lo è l'ineliminabile fatto che non sempre un pesce, anche regolarmente catturato con la lenza, possa per questo dedurne che lo possiamo pescare sott'acqua. Dovremmo davvero controllare con una carta nautica e, possibilmente, con un ecoscandaglio.

NON è impossibile da pensarsi. Pensate, il più economico e trasportabile degli ecoscandagli basterebbe già a far schizzare al cielo le possibilità di trovare pesce bello...

Gli arrivederci sono stati anche più calorosi del benvenuto: quasi tutto lo staff è venuto con noi nella barca ad aspettare la "Yellow Boat", sempre cantando e suonando, tutte le donne con fiori vivaci nei capelli e, come ospite di lunga permanenza, mi hanno deliziato con il dono di una profumata ghirlanda di fiori di frangipane, tradizionale simbolo di viaggio propizio.

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Fiji - 24 marzo 2005 - Nadi

Ora sono a Nadi, in attesa del mio volo, domani, 25 marzo.

Ho cambiato i miei piani. Ho deciso di trasformare uno degli stop over di meno di 24 ore in Nuova Zelanda in una fermata a pieno titolo di più di tre settimane. Continuano a dirmi che la Nuova Zelanda è un paese COSÌ bello...


E renderò forse così omaggio al mio passato. Sapete, il secondo libro in assoluto che abbia mai letto in Inglese (all'epoca sapendone davvero poco), secoli fa, è stato "Il Signore degli Anelli"...


Ma questo NON è tutto. Forse ci saranno interessanti novità nel futuro. RESTATE CONNESSI!



Arrivederci in Nuova Zelanda.

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