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Guns - Fucili

C4 Monocoque 130

Mares Sten 130

Tuna Gun

Shorter guns 

 

C4 Monocoque 130

In the year 2003 I lived a Big Revolution: I left home my life-long beloved, powerful, night-kissed air guns and took a definitive plunge in the arbalete world. The reason was my growing awareness that air guns are of course compact and powerful with their 9 mm spear, but in the Blue Water they simply cannot reach that elusive prey that always, for some reason, lingers five, six or more meters away. That is, they COULD reach it, but the charging exertion, all in a single effort, becomes WAY too hard.

And so here I m, with a brand new, sleek, beautiful 130 cm C4 carbon monocoque. It’s a single, uninterrupted piece of carbon from handle to muzzle, extremely stiff due other than to the material also to the clever positioning of the carbon fibres and really handy, I discovered, to swing around.

Deadly accurate (well, not at the start, when I had yet to find my way in this whole new dimension of guns), with two 18 mm elastic bands (more than adequate for my not-Herculean arms), it has power enough to send FINALLY a 170 cm long, 7 mm thick, double barbed spear trough that Wahoo six or more meters from me.

It’s a bit depressing to say, but my 130 air guns I think are due for a long, sadly dusty retirement period.

I truly, really NEVER thought I’d ever say something like that!

But the stark reality is this: these guns in the Blue Water Hunting are better.

 

 

C4 Monoscocca 130

Nell’anno 2003 ho vissuto una Grande Rivoluzione: ho lasciato a casa i miei amati da una vita, potenti, vezzeggiati fucili ad aria e mi sono tuffato definitivamente nel mondo degli arbalète. La ragione è stata nella mia crescente consapevolezza che i fucili ad aria sono ovviamente compatti e potenti con le loro aste da 9 mm, ma nella pesca nel blu semplicemente non possono raggiungere quella preda elusiva che resta sempre lontana, per qualche ragione, cinque, sei o più metri. Per dire la verità, POTREBBERO raggiungerla, ma lo sforzo di caricamento, concentrato in un unico singolo sforzo, diventa TROPPO duro.

E quindi eccomi qui con un nuovissimo, liscio, bellissimo 130 monoscocca della C4. È un singolo, ininterrotto blocco di carbonio dall’impugnatura alla testata, estremamente rigido sia per il materiale sia anche per l’intelligente posizionamento delle fibre di carbonio nello stampo ed è veramente facile da muovere in acqua.

È assolutamente preciso (beh, non proprio all’inizio, quando ancora dovevo prendere la mano con questo nuovo universo di fucili), con due elastici da 18 mm (più che sufficienti per le mie braccia non precisamente erculee), ha potenza a sufficienza per spedire FINALMENTE un’asta da 170 cm, spessa 7 mm, con doppia aletta attraverso quel Wahoo a sei metri da me.

È un po’ deprimente da dire ma credo che i miei 130 ad aria abbiano davanti a loro una lunga e tristemente polverosa pensione.

Davvero, non avrei MAI pensato avrei detto qualcosa del genere!

Ma la dura realtà è questa: questi fucili per la pesca nel Blu sono meglio.

 

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Mares Sten 130

It has been for more than fifteen years my main weapon and by now I own five or six of them. It has a powerful shot and it can use spears of 9 mm of diameter, an unparalleled feat for the European arbaletes.

 

 

On this I screw different spear tips. The “normal” ones are the Omer Big Flops that are really OK. The best ones I own anyway has been hand made by one of my Australian friend, Barry Paxman, in his home. I use them any time I want to be really sure of my shot. With this I took the record Wahoo.

Recently I developed a new tip that has a lot to be said on the good side and that can eventually be my main spear tip.

The Sten 130 mounts, in my opinion, the best industrial reel I’ve seen till now: the Marò horizontal reel. It has never, ever jammed, even that time, with a badly shot big tuna, that I scorched my hand, gloved and underwater, trying to slow down the madly running fish. With the vertical ones, in my experience, it happens sometimes. And “sometimes” is way too many times for me. I lost a beautiful amberjack, 25+ kilos, and the gun too, when a vertical one jammed. And I reached the surface badly…

The line mounted in the reel is a special one also. I bought it in Palermo, a 900 m spool. It’s used as the main line for spearfish long line (sometimes 50 nm!) mounting. It’s very very strong, and it’s stiff so to reduce the probability of looping knots at the moment of the shot.

With one or another of my Sten 130s I took all my “big” fish you’ve seen here, amberjacks, tunas, even the Australian record Wahoo.

I even transform them to best suit my tough necessities. Among other things I enlarge the holes for easing the flow of the water out of the gun and I mount a little stainless steel ring on the muzzle so the gun can work exactly as a fishing rod, letting freely run the line out of the reel.

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Mares Sten 130

È stato per più di quindici anni il mio fucile preferito e al giorno d’oggi ne posseggo cinque o sei. Ha un tiro potente e può usare aste da 9 mm di diametro, così da renderlo senza paragoni per gli arbalete europei.

Sull’asta avvito differenti arpioni. Quello “normali” sono gli Omer con le alette “giganti” che vanno veramente bene. I migliori che possiedo tuttavia sono stati fatti a mano da uno dei miei amici australiani, Barry Paxman, a casa sua. Li uso ogni volta che voglio essere davvero sicuro del mio tiro. Ho usato questo quando ho preso il Wahoo record.  

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Recentemente ho sviluppato un nuovo arpione di cui si può dire un gran bene e che potrà alla fine diventare il mio arpione principale.

Lo Sten 130 monta, nella mia opinione, il miglior mulinello di produzione industriale che abbia visto finora: il mulinello orizzontale Marò. Non si è mai, mai incastrato, nemmeno quella volta, con un tonno sparato male, in cui sono riuscito a scottarmi la mano, col guanto e sott’acqua, cercando di rallentare la bestia che scappava a tutto vapore.

Con quelli verticali, nella mia esperienza, succede che qualche volta si incastrino. E “qualche volta” per me è di gran lunga troppe volte. Ho perso una bella ricciola, più di 25 chili, e il fucile anche, quando me se ne è incastrato uno verticale. E sono arrivato in superficie non proprio pulito…

La sagola montata nel mulinello è anch’essa speciale. L’ho comprata a Palermo, in un rocchetto da 900 m. È usata come trave principale per il montaggio della long line (talora 50 miglia!) da pescespada. È molto molto resistente, ed è rigida, così da ridurre le probabilità di nodi dovuti a volute nell’istante dello sparo.

Con uno o l’altro dei miei Sten 130 ho preso tutti i miei pesci “grandi” che avete visto qui, ricciole, tonni, anche il Wahoo Record australiano.

Li trasformo anche, per portarli agli alti standard di cui ho bisogno. Tra le altre cose allargo i fori della testata per facilitare il deflusso dell’acqua e monto un piccolo anello di acciaio inossidabile così da poter usare il fucile come canna da pesca e far scorrere liberamente la sagola dal mulinello.

 

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Steve Alexander Tuna Gun

This is now my best gun. My loved Tuna Gun. I bought it in California from Steve Alexander, the world-recognized maximum expert in this kind of gun. It’s a wooden one, with the hard, smooth, teak wood worked for the maximum precision on numeric control machines used for the steel. It has and enclosed arrow track that completely eliminate the well known shaft whip. It can mount till 5/6 power bands that can send a 1,80 meter shaft, almost 1 cm thick, all trough a big tuna over the 9 meters limits. It has two weighted side stocks, the so-called wings, that greatly reduce the recoil. Every Tuna Gun is personally ballasted so you can (almost) fire single-handed.

 

Alas, it’s still without a fish worth of him… for now!

 

 

Steve Alexander Tuna Gun

Questo è ora il mio miglior fucile. Il mio amato Tuna Gun. L’ho comprato in California da Steve Alexander, l’indiscusso massimo esperto in questo tipo di fucile. È un fucile di legno, con il duro, liscio legno di teak lavorato per la massima precisione con le macchine a controllo numerico usate per lavorare l’acciaio. Ha una rotaia chiusa di scorrimento dell’asta che elimina completamente la ben nota frustata dell’asta. Può montare fino a 5/6 elastici che possono mandare un’asta di 1,80 metri, spessa quasi un centimetro, attraverso un grosso tonno oltre il limite dei nove metri. Ha due contrappesi laterali, le cosiddette ali, che riducono considerevolmente il rinculo. Ogni esemplare di Tuna Gun è individualmente bilanciato così da permetterti (quasi) di sparare con una mano sola.

 

Peccato, è ancora senza un pesce degno di lui… per il momento!

 

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Shorter guns for the Lagoon

Not always I try to fish monster fish. From where I live the nearest sea is the North Adriatic sea… and the Venice lagoon.

There, apart form Venice city, there are paradises for sea basses. They are sure elusive and they can easily hide because the viso is, for the open sea people, appalling. Sometimes 80 cm – 1 meter maximum! Sometimes it reaches 1,5 – 2 meters; once or twice in a year can be 3/4 m and then all the dedicated divers praise that “Caribbean” viso and dive with long (!) guns.

And there sea basses can reach really good sizes! My friend Checco has a Personal Best of 8 kg.

It’s a kind of fishing where there is a lot of hip-shooting, trying to stop a dark shape gliding, more easily darting, in the green-brown water. So we developed a kind of spear tip just for increasing the probability not to lose a wounded fish in the unseen bottom.

It’s long so to both not break little fish of 600-700 grams and to take even fish up to 7/8 kilos. It has clever little stainless steel sticks that keep down the flop when taking out the fish.

 

 

Fucili corti per la Laguna

Non sempre cerco di prendere pesci mostro. Da dove vivo il mare più vicino è il Nord Adriatico… e la laguna di Venezia.

Qui, a parte Venezia città, ci sono paradisi per i branzini. Sono di sicuro elusivi e possono facilmente nascondersi perché la visibilità è, per gente di mare aperto, spaventosa. Qualche volta 80 cm – un metro al massimo! Talora raggiunge 1,5 – 2 metri, una o due volte l’anno può essere di 3/4 metri e allora tutti gli accaniti subacquei inneggiano a questa visibilità “caraibica” e si immergono con fucili lunghi (!).

E qui certamente i branzini possono raggiungere buone dimensioni! Il mio amico Checco ha un record personale di 8 chili.

È un tipo di pesca dove si fanno un sacco di tiri al volo, cercando di fermare un’ombra scura che scivola, più facilmente schizza, nell’acqua verde-marrone. Così abbiamo sviluppato un tipo di fiocinane proprio per aumentare le probabilità di non perdere un pesce ferito nel fondo invisibile.

È lungo, così da poter contemporaneamente non rovinare pesci di 6/7 etti e prendere anche pesci fino a 7/8 chili. Ha intelligenti piccole sbarrette di acciaio inox che tengono giù le alette degli arpioncini quando si libera il pesce.

 

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Riccardo A. Andreoli

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