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PescaSub N. 32 - Febbraio 1992

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In Italiano.

Testo originale, poi pubblicato su PescaSub con il titolo di:

“Ad ognuno il suo oleopneumatico”. 

“I maggiori interventi riguardano le prestazioni. Per incrementare la potenza si possono allargare e inclinare di 45 gradi i fori di scarico posti sulla testata ed eliminare, se presente, il riduttore di potenza. Piccoli accorgimenti anche per il mulinello e per rendere l’arma e la relativa freccia meno vistose.”

 

Anno V, n.32. Febbraio 1992. pg. 42-45. A Firma Federico Andreoli

 

PERSONALIZZAZIONI SUL FUCILE OLEOPNEUMATICO

         

Premetto che qualunque operazione condotta su un fucile non da un tecnico specializzato può facilmente condurre alla perdita della garanzia, nel caso di fucili nuovi. Nel caso di fucili vecchi... bè, ci si arrangia per il meglio.

Farò anche riferimento agli oleopneumatici della Mares, soprattutto per quelle armi che necessitano della massima cura per ottenerne la massima resa, i vari Sten 130 o SuperSten 100. Naturalmente, visto che strutturalmente tutti i fucili sono, se non identici, almeno assai simili (intendo, i pezzi, e come tali pezzi sono assemblati), quanto dirò sarà immediatamente usufruibile anche dagli utenti di altre marche.

 

EVITAMO LE PERDITE DI POTENZA

Su questo argomento si è già parlato in abbondanza, anche su questa rivista, non poco tempo fa però (Anno 1 - N° 3.- Dicembre 1988 - ppg 50-53), quindi è bene riprendere in mano tutta da capo.

 

CAMBIAMO I FORI DELLA TESTATA

La perdita maggiore di potenza in un fucile, soprattutto fucili molto lunghi, è data dal fatto che quando il grilletto scatta e lascia libero il pistone, questo, prima di arrivare a sbattere a fine corsa sulla boccola di ammortizzo, deve spingere fuori dalla canna tutta la colonna d'acqua (che è per forza entrata appena abbiamo messo il fucile in acqua), con diametro dell'interno della canna e con altezza pari alla lunghezza della canna stessa. Questa colonna d'acqua esce sotto pressione dai fori posti radialmente sulla testata del nostro fucile.

Intuitivamente, più lungo è il fucile, maggiore è il volume (e quindi la massa) della colonna d'acqua, maggiore è la perdita di energia. Su questo non possiamo certo intervenire, ma possia almeno tentare di ridurre al minimo queste diminuzioni di potenza.

Come prima cosa si allargano e si inclinano i fori sulla testata (Fig. 1).

 

OPERAZIONI (1)

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Mettete il fucile, qualche tempo prima, con il calcio verso l'alto, per far fluire tutto l'olio verso la testata.

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Mettete il fucile alla massima potenza.

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Svitate con attenzione il tappino coprivalvola (una moneta va benissimo).

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Con una punta premete la valvolina a sfera (piano!) fino a far fuoriuscire  !tutta! l'aria.

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Svitate la testata del fucile (magari inserendo nei fori un cacciavitino del diametro adatto). Attenzione alla fuoriuscita di olio. Se è un po` di tempo che non lo cambiate può essere la volta buona.

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Mettete in una morsa (con le ganasce protette da piombo o gomma dura) la testata.

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Allargate con un comune trapano casalingo i fori della testata, facendo attenzione ad inclinarli di circa 45° verso l'avanti. Come punta (da metallo) va benissimo un 7mm.

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Con un limetta da ferro e un po` di carta vetro fine ripulite le sbavature.

 

CANNA TROPPO LUNGA

Un'altra comune causa della perdita di potenza del nostro fucile è dovuta al fatto che questi benedetti fori sono spesso non solo piccoli, ma anche in parte ostruiti dalla parte filettata della canna. La cosa si vede chiaramente. Se, a fucile montato, attraverso i forellini si intravede l'alluminio chiaro della canna, l'operazione seguente è assai consigliabile.

 

OPERAZIONI (2)

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Il fucile è già scarico, con la testata smontata (Vedi Operazioni (1) - oppure smontatelo seguendo le istruzioni lì presenti).

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Con un pennarello indelebile segnate sulla canna di quanto sporge (di solito 4-5 mm) (Fig. 1).

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Togliete il pistone dalla canna.

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Tenendo fermo con una mano il serbatoio e, agendo a rotazione con movimenti di va e vieni con l'altra, togliete l'ogiva.

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Tappate con uno straccio morbido (il cotone non va bene perchè lascia troppi residui), la canna stessa.

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Inserite un altro straccio morbido, concentrico, tra il serbatoio e la canna, per evitare di sforzare la filettatura dalla parte opposta.

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Con un seghetto da metallo asportate la parte che avete segnata col pennarello. Attenzione che lavorate su una filettatura: assicuratevi che la lama sia, se non nuova, in buone condizioni. Inoltre non tentate di seguire la filettatura. E' meglio un deciso taglio a 90°.

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Con un limetta da ferro e un po` di carta vetro fine ripulite le sbavature (soprattutto all'interno).

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Estraete con molta attenzione il tampone che sarà pieno di micidiali, per l'O-ring del pistone, riccioli di alluminio e di ancora più micidiale polvere metallica. Se è il caso con una bomboletta di olio spray immettere abbondante olio dentro alla canna. Colando fuori asporterà i residui.

 

DRASTICAMENTE POTENTE

Un'ultima strada, da compiere con coscienza di causa e solo se è veramente indispensabile, è la strada senza ritorno della trasformazione del fucile in uno senza riduttore di potenza (Fig. 2).

Premetto che, se ipercaricate il fucile, è praticamente sicuro che l'O-ring del riduttore di potenza verrà estruso (deformato) all'atto del caricamento, e vi troverete comunque con un fucile-mostro senza riduttore di potenza, nel senso che c'è ma non funziona. Allora tanto vale... cercare di recuperare ancora qualche po` di potenza da qualche parte.

 

Il riduttore di potenza, come saprete, funziona come valvola di separazione, comandabile, tra due partizioni del fucile. Quando la valvola è chiusa (potenza minima), al momento dello sparo l'aria che si dilata e dà la spinta al sistema pistone-asta è solo parte di quella totale. Non viene usata quella parte che è dentro al serbatoio. Con la valvola aperta (potenza massima), è disponibile tutta l'aria presente all'interno del fucile.

Al momento dello sparo, col riduttore di potenza presente (funzionante o meno), tutta la parte dell'aria che è dentro al serbatoio è costretta a passare (idealmente in tempo zero) per il piccolissimo forellino che l'O-ring del riduttore di potenza va (quando è in funzione), a chiudere.

Se non ci fosse questa notevole strozzatura, allora il fucile potrebbe avere disponibile, al momento dello sparo, tutta l'aria che ha effettivamente dentro, in tempi effettivamente brevissimi.

Per queste operazioni dovete procurarvi un pezzo di ricambio, un calcio della serie del vostro fucile (sono tutti uguali) senza il riduttore di potenza (sarebbe una cosa utile procurarsi anche una serie nuova di O-rings).

 

OPERAZIONI (3)

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Il fucile è già scarico, con la testata smontata (Vedi Operazioni (1) - oppure smontatelo seguendo le istruzioni lì presenti).

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Togliete (a questo punto è obbligatorio) tutto l'olio nel fucile, inclinandolo verso la testata.

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Con un apposito strumento svitate la valvola di ricarica (se non l'avete, andate da un qualunque fabbro con una valvolina vecchia e chiedetegli di costruirvi un attrezzo adatto).

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Togliete con un cacciavitino ed un colpo di martello l'alberetto che tiene fermo il grilletto.

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Togliete il grilletto.

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Togliete la sicura.

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Con cautela, con movimenti di rotazione a va e vieni, togliete tutto il calcio.

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Sbattendo piano la canna su una superficie pulita, liberate la canna dal serbatoio ed estraetela.

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Agendo con cautela, con un seghetto con la lama in buone condizioni, tagliate (fate attenzione all'alluminio sottostante), e rimuovete, tutto il blocco in nailon dove c'è il forellino e l'O-ring del riduttore di potenza.

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Sostituite, è buona norma, tutti gli O-ring e montate il fucile eseguendo al contrario i passi dello smontaggio, mettendo naturalmente il calcio senza riduttore di potenza.

  

PERSONALIZZAZIONI PER L'USO DEL MULINELLO

Se usate come me il mulinello vecchio tipo, quello verticale per intendersi, alcuni suggerimenti rapidi.

 

MULINELLO ...

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Avvolgete la sagola sul mulinello in maniera che esca dalla parte bassa del mulinello stesso, tra la sbarretta di contenimento e la serie di spire.

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Sulla rondella in nailon della frizione del mulinello, con un pennarello indelebile, fate un semplice disegnino che vi ricordi in che direzione dovete girarla per serrare la frizione (io uso delle frecce che crescono di dimensione). Non pensate che sia idiota, nell'orgasmo dell'aver sparato al bestione della vostra vita potete dimenticare tutto, compreso l'indirizzo di casa.

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Usate un po' di teflon sulla filettatura (sul corpo del mulinello) che serve a stringere la frizione. Nel caso di bestioni che scappino alla velocità della luce è facilissimo che la rondella si sviti e venga persa sul fondo. Se non ne avete di ricambio basta questa idiozia a rendere quasi inutile il mulinello stesso.

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Montate il mulinello con la rotella verso sinistra. Sarà più agevole manovrare la frizione con la sinistra, tenendo sempre il fucile saldamente con la destra.

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Usate delle fascette in acciaio inox quanto più larghe possibile al posto di quelle in plastica fornite col mulinello.

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Tra mulinello e serbatoio mettete una striscia sottile di gomma o di neoprene, per impedire lo scivolamento del corpo del mulinello.

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Montate le fasce in maniera che la parte eccedente stia alla sinistra del fucile, rivolta verso il basso. Montatelo in maniera che anche i dadi di serraggio stiano a sinistra dell'asse del fucile. Soprattutto non montateli sopra, perché altrimenti impediscono la mira.

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Tagliate con un paio di pinze robuste la parte eccedente in maniera da ridurla al minimo.

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Fasciate il tutto con diversi giri di nastro adesivo nero, facendo attenzione a non lasciar fuori nessuno spigolo che possa permette un incoccio della sagola. Se non riuscite, potete lasciar fuori dal nastro i dadi di serraggio della fascetta.

 

FACILITATE LO SCORRIMENTO DELLA SAGOLA

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Per permettere che, sparato un mostro, la sagola si svolga liberamente, nel foro scorrisagola sotto l'ogiva mettete un anellino (possibilmente in acciaio inox, se riuscite a trovarlo) di quelli da portachiavi.

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Fate scorrere la sagola dentro a questo anellino.

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Tenetelo lubrificato e cambiatelo, se è il caso, una volta l'anno.

 

INVERTITE LO SGANCIASAGOLA

Se montate il mulinello vecchio tipo, verticale, e l'avete montato seguendo i consigli di poco sopra, la parte liscia, senza appigli, del mulinello sarà a destra del fucile.

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Disinserite la spinetta che serve da perno allo sganciasagola e invertite lo sganciasagola, in maniera che la sagola stia tutta a destra del calcio, con minime possibilità di arresto indesiderato.

  

MIMETISMO

Per aumentare l'invisibilità del fucile bisogna togliere tutte le parti bianche e soprattutto scintillanti. Per questa parte delle personalizzazioni avrete bisogno di un pennarello indelebile (di quelli che scrivono anche su vetro e plastica per intendersi), e di un nastro adesivo nero di quelli alti il triplo di quelli normali.

 

ANNERIAMO IL MULINELLO

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Sempre se usate il mulinello vecchio tipo, col pennarello annerite il cilindretto di nailon bianco, di guida allo srotolamento, che sta sotto il mulinello stesso.

 

ANNERIAMO LA FASCETTA DELL'APPOGGIO DELLO STEN 130

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Questa fascetta scintilla maledettamente, bisogna oscurarla. Basta una fascia di nastro adesivo alto, che è fortunatamente della esatta misura della fascetta cromata.

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Per i più pignoli, col pennarello si possono annerire anche le viti che tengono serrata questa fascetta, e la parte di fascetta verticale, dove è innestato e ruota l'appoggio. Qui la tintura durerà poco, ma per una stagione basta ed avanza.

 

ANNERIAMO L'ARPIONE

Qui confesso che ho trovato un'unica tecnica efficace, che però non mi soddisfa pienamente. Gli esperimenti sono ancora in corso. Anzi se avete suggerimenti saranno i benvenuti.

 

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Togliete l'arpione e liberatelo da qualunque traccia di teflon (che monterete ogni volta che avvitate un arpione), nel cavo della filettatura, con un cacciavitino sottile.

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Con un paio di pinze lunghe, col manico ricoperto di plastica, passate le alette (una per volta), sul fuoco, rigirandole ripetutamente. Pian piano verranno brunite (attenzione che non siano semplicemente affumicate, perché sennò dovrete ricominciare da capo).

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A quel punto, per non perdere del tutto la tempra, tempratele brutalmente ma abbastanza efficacemente, gettandole bruscamente in un pentolino pieno di acqua fredda.

 

Sconsiglio l'operazione per la punta dell'arpione (è questo che non ho ancora risolto...).

 

 MIGLIORIAMO LA MIRA

Per questa parte vi servirà un barattolino di smalto bianco, il più piccolo possibile ed una confezione di quei bastoncini di plastica per la pulizia delle orecchie, con un batuffolo di cotone alle estremità, che useremo egregiamente al posto del pennello, col vantaggio di non doverli pulire (usa e getta, gran filosofia).

 

SGRASSIAMO IL FUCILE

Se il fucile dovesse essere unto (succede spessissimo), basta metterlo in vasca da bagno e passarci con una spugnetta morbida, o anche con le mani, un po` di detersivo per i piatti. Ha un'incredibile proprietà sgrassante e avrete il fucile pulitissimo in un amen.

 

SEGNIAMO LE TACCHE DI MIRA

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Sgrassate il fucile (Vedi sopra).

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Aprite il barattolino di smalto dopo averlo ben scosso ed intingeteci appena la punta di un bastoncino.

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Con molta cautela (eventualmente tenete pronto un pezzettino di Scottex per pulire le sbavature), agendo dal basso verso l'alto, segnate con la vernice la tacca di mira presente sull'ogiva (Fig. 1).

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Fate altrettanto dalla parte del calcio.

 

Per una mira corretta, tenete a braccio disteso (!rigido!, sennò perdete nella flessione passiva del gomito un parte considerevolissima di potenza), il fucile e fate collimare le due tacche bianche che saranno evidentissime sullo sfondo. Attenzione che la linea di mira è leggermente più alta della linea di sparo (la canna è sotto la linea di mira).

 

PERSONALIZZIAMO IL GALLEGGIANTE

Il galleggiante in dotazione servirebbe, nelle intenzioni della Casa costruttrice, a tenere sollevata la testata del fucile senza essere costretti ad erculei sforzi subacquei. Ma sistemato così com'è le cose non funzionano: viene completamente ottusa la linea di mira.

 

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Tagliate per il lungo, verticalmente rispetto al montaggio tradizionale, il galleggiante in maniera da tenerne la metà (Fig. 3).

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Montate la metà ottenuta in maniera che la parte a rigonfiamento maggiore (a galleggiabilità maggiore), stia immediatamente sotto la testata.

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Fissatela con numerosi giri di nastro adesivo nero, stando attenti che non si storga (potete tenere il mulinello come linea di guida per la perfetta perpendicolarità) e soprattutto che non ottunda la linea di mira.

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Se proprio volete, ripetete con l'altra metà. Io non la uso. Secondo me è più il danno per il brandeggio del fucile che il vantaggio per non stancare il polso.

Riccardo Andreoli

 

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