Le
spigole giganti del Portogallo
Testo di Riccardo
Andreoli - da uno spunto di Fernando
Manuel Clemente Costa
Il Portogallo continentale, con
le sue quasi trecento miglia di costa rivolte a ovest e la sua forma di
penisola riceve durante l'anno tutta l'influenza dell'Atlantico
settentrionale. Diverse condizioni ne fanno una costa complicata per il
pescatore subacqueo. Innanzitutto le depressioni meteorologiche che lo
attraversano, poi l'anticiclone che rimane stazionario sulle Azzorre
durante l'estate e che dà origine ai venti di NordOvest, NordNordOvest,
responsabili del fenomeno dell'upwelling. Poi ancora la corrente del
Portogallo, derivata da quella del Golfo, e per finire i suoi fiumi, con i
conseguenti riversamenti a mare di forti quantità di sospensioni,
soprattutto d'inverno. Ogni anno da ottobre a maggio le possibilità di
uscita nell'oceano sono quindi ridotte e si devono di conseguenza
ricercare altre zone, più al riparo, ove immergersi, come per esempio le
località di Sesimbra o Sines, al Sud del Paese. In genere nelle coste
atlantiche le situazioni meteorologiche sono tali da regalare solo per una
dozzina di giorni l'anno condizioni di oceano piatto. La costa
meridionale, con caratteristiche fisiche e climatiche differenti, permette
invece più uscite, essendo sotto l'influenza dei levanti, forti venti da
Est che spirano dallo Stretto di Gibilterra creando così corpi d'acqua ed
ecosistemi assai diversi da quelli presenti in tutta la costa atlantica.
Tuttavia la spigola è sempre presente nella costa portoghese ed è una
preda che fa normalmente parte del portapesci dei pescatori portoghesi. In
una battuta di pesca mirata alla spigola è raro che un pescatore esperto
non riesca a portarne a pagliolo almeno qualcuna. Nelle foci dei fiumi e
zone vicine, quando il mare è mosso nella risacca nelle spiagge in acqua
bassa, nei fiumi fino a densità di 1,015 g/cm³, sono tutti luoghi dove
possiamo trovare questo predatore insaziabile. Invece nelle nostre isole,
Azzorre e Madeira, molto lontane dalla costa, non ci sono spigole. Dal
centro del Portogallo verso sud possiamo trovare anche una specie di
spigola, il Dicentrarchus punctatus, diversa da quella comune nel
Mediterraneo e più piccola, raggiungendo a stento i 50 cm di lunghezza.
Tali pinnuti, molto voraci e curiosi, vivono spesso in banchi di decine di
pesci. S. La loro carne è più succulenta e grassa e in tavola fanno
piatti bellissimi.
E' possibile pescare spigolone
di 4, 5, 6 chili e più durante tutto l'anno ma, certamente a causa del
ciclo riproduttivo, i grandi branchi si avvicinano alla costa soprattutto
nei periodi invernali, tra dicembre e febbraio, con l'acqua più fredda.
In questo periodo la pesca è diretta ai maschi che si raggruppano intorno
alle femmine, pesanti, piene di uova che, quando il mare è calmo, cercano
la tranquillità delle tane profonde, soprattutto se il fondale è
ricoperto di piccoli frammenti di roccia. Le profondità possono variare
da uno fino a trenta metri. A volte, nel Nord del Portogallo, più ricco
di spigole del sud, si possono trovare tane con 30/40 grossi esemplari che
incrociano lentamente all'interno. In tali condizioni è possibile
catturare esemplari che superano anche i nove chili di peso. Il mio record
è tuttavia fermo a 8,14 chili, ma ho visto una spigola sicuramente di
oltre dieci chili, in un metro e mezzo di profondità, in acqua sporca.
Purtroppo al largo dalla costa i pescatori professionisti con le reti
fanno delle vere mattanze di questi magnifici pinnuti e catturano
esemplari di oltre quattordici chili!
La mia tecnica di pesca
preferita per questo pescione è in acqua poco profonda, con molta zavorra
indosso, nei fiumi, con visibilità di uno o due metri, a marea calante e
al tramonto. È il momento in cui la spigola si trova nella frenesia di
caccia ed è in quei momenti che può arrivare all'improvviso il mostro,
quando meno te lo aspetti. A chi non è mai successo? Nonostante le
condizioni che molti subacquei considererebbero ben lontane da quelle
ideali, è importante non perdere la concentrazione e credere che il
prossimo tuffo, e il prossimo ancora, e quello dopo e così via, senza
dubbio, porterà il mostro sulla punta del fucile. In luoghi con molta
corrente la tecnica dell'aspetto è quella che preferisco e che mi da le
soddisfazioni maggiori, soprattutto nei moli e nelle infrastrutture dei
porti. Questi luoghi sono infatti a volta pieni di tante e gradite
sorprese. Qui l'affusto degli arbalete preferibile è quello con diametro
da 25 millimetri, molto utilizzato dagli esperti, soprattutto nella pesca
d'inverno a ragione della sua maneggevolezza in condizioni di mare agitato
e con onda formata. Alcuni pescatori usano il tridente lungo in tana
perché così il pesce rimane immobile dopo lo sparo, riducendo il
disturbo agli altri esemplari presenti e consentendo così catture
multiple. Secondo la mia esperienza gli spigoloni reagiscono al minimo
rumore, quindi mi preoccupo, per esempio, che l'asta non si muova nella
testata quando il fucile è puntato verso il basso. Bado di non avere le
pinne larghe che possano produrre struscii e, soprattutto nella fase di
avvicinamento alla tana, ad evitare le vibrazioni delle estremità dei
cinghioli della maschera e del coltello. Sopra ogni altra cosa,
naturalmente, non bisogna avere altri pescatori subacquei vicini! Uno
spigolone in barca fa sempre la differenza, è ricompensa evidente di
tecnica e insistenza, e produce una ragione di più per tornare in Mare.
Riccardo
A. Andreoli