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PescaSub N. 149 - Febbraio 2002

pescasub149.jpg (28834 byte)

In italiano.

 

Testo originale, poi trasformato per un articolo pubblicato su PescaSub con il titolo di:

"Le spigole giganti del Portogallo"

Dimensioni record per questi predoni in Oceano

                                                                                                                              

Anno XV,  n. 149 – Febbraio 2002 – Pg. 20 – 22

Le spigole giganti del Portogallo

 

Testo di Riccardo Andreoli - da uno spunto di  Fernando Manuel Clemente Costa

 

Il Portogallo continentale, con le sue quasi trecento miglia di costa rivolte a ovest e la sua forma di penisola riceve durante l'anno tutta l'influenza dell'Atlantico settentrionale. Diverse condizioni ne fanno una costa complicata per il pescatore subacqueo. Innanzitutto le depressioni meteorologiche che lo attraversano, poi l'anticiclone che rimane stazionario sulle Azzorre durante l'estate e che dà origine ai venti di NordOvest, NordNordOvest, responsabili del fenomeno dell'upwelling. Poi ancora la corrente del Portogallo, derivata da quella del Golfo, e per finire i suoi fiumi, con i conseguenti riversamenti a mare di forti quantità di sospensioni, soprattutto d'inverno. Ogni anno da ottobre a maggio le possibilità di uscita nell'oceano sono quindi ridotte e si devono di conseguenza ricercare altre zone, più al riparo, ove immergersi, come per esempio le località di Sesimbra o Sines, al Sud del Paese. In genere nelle coste atlantiche le situazioni meteorologiche sono tali da regalare solo per una dozzina di giorni l'anno condizioni di oceano piatto. La costa meridionale, con caratteristiche fisiche e climatiche differenti, permette invece più uscite, essendo sotto l'influenza dei levanti, forti venti da Est che spirano dallo Stretto di Gibilterra creando così corpi d'acqua ed ecosistemi assai diversi da quelli presenti in tutta la costa atlantica. Tuttavia la spigola è sempre presente nella costa portoghese ed è una preda che fa normalmente parte del portapesci dei pescatori portoghesi. In una battuta di pesca mirata alla spigola è raro che un pescatore esperto non riesca a portarne a pagliolo almeno qualcuna. Nelle foci dei fiumi e zone vicine, quando il mare è mosso nella risacca nelle spiagge in acqua bassa, nei fiumi fino a densità di 1,015 g/cm³, sono tutti luoghi dove possiamo trovare questo predatore insaziabile. Invece nelle nostre isole, Azzorre e Madeira, molto lontane dalla costa, non ci sono spigole. Dal centro del Portogallo verso sud possiamo trovare anche una specie di spigola, il Dicentrarchus punctatus, diversa da quella comune nel Mediterraneo e più piccola, raggiungendo a stento i 50 cm di lunghezza. Tali pinnuti, molto voraci e curiosi, vivono spesso in banchi di decine di pesci. S. La loro carne è più succulenta e grassa e in tavola fanno piatti bellissimi.

E' possibile pescare spigolone di 4, 5, 6 chili e più durante tutto l'anno ma, certamente a causa del ciclo riproduttivo, i grandi branchi si avvicinano alla costa soprattutto nei periodi invernali, tra dicembre e febbraio, con l'acqua più fredda. In questo periodo la pesca è diretta ai maschi che si raggruppano intorno alle femmine, pesanti, piene di uova che, quando il mare è calmo, cercano la tranquillità delle tane profonde, soprattutto se il fondale è ricoperto di piccoli frammenti di roccia. Le profondità possono variare da uno fino a trenta metri. A volte, nel Nord del Portogallo, più ricco di spigole del sud, si possono trovare tane con 30/40 grossi esemplari che incrociano lentamente all'interno. In tali condizioni è possibile catturare esemplari che superano anche i nove chili di peso. Il mio record è tuttavia fermo a 8,14 chili, ma ho visto una spigola sicuramente di oltre dieci chili, in un metro e mezzo di profondità, in acqua sporca. Purtroppo al largo dalla costa i pescatori professionisti con le reti fanno delle vere mattanze di questi magnifici pinnuti e catturano esemplari di oltre quattordici chili!

La mia tecnica di pesca preferita per questo pescione è in acqua poco profonda, con molta zavorra indosso, nei fiumi, con visibilità di uno o due metri, a marea calante e al tramonto. È il momento in cui la spigola si trova nella frenesia di caccia ed è in quei momenti che può arrivare all'improvviso il mostro, quando meno te lo aspetti. A chi non è mai successo? Nonostante le condizioni che molti subacquei considererebbero ben lontane da quelle ideali, è importante non perdere la concentrazione e credere che il prossimo tuffo, e il prossimo ancora, e quello dopo e così via, senza dubbio, porterà il mostro sulla punta del fucile. In luoghi con molta corrente la tecnica dell'aspetto è quella che preferisco e che mi da le soddisfazioni maggiori, soprattutto nei moli e nelle infrastrutture dei porti. Questi luoghi sono infatti a volta pieni di tante e gradite sorprese. Qui l'affusto degli arbalete preferibile è quello con diametro da 25 millimetri, molto utilizzato dagli esperti, soprattutto nella pesca d'inverno a ragione della sua maneggevolezza in condizioni di mare agitato e con onda formata. Alcuni pescatori usano il tridente lungo in tana perché così il pesce rimane immobile dopo lo sparo, riducendo il disturbo agli altri esemplari presenti e consentendo così catture multiple. Secondo la mia esperienza gli spigoloni reagiscono al minimo rumore, quindi mi preoccupo, per esempio, che l'asta non si muova nella testata quando il fucile è puntato verso il basso. Bado di non avere le pinne larghe che possano produrre struscii e, soprattutto nella fase di avvicinamento alla tana, ad evitare le vibrazioni delle estremità dei cinghioli della maschera e del coltello. Sopra ogni altra cosa, naturalmente, non bisogna avere altri pescatori subacquei vicini! Uno spigolone in barca fa sempre la differenza, è ricompensa evidente di tecnica e insistenza, e produce una ragione di più per tornare in Mare.

 

Riccardo A. Andreoli

 

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